|
Esperienza di una volontaria |
|
|
|
|
Pagina 1 di 2
Esperienza di una volontaria presso l’ex campo di concentramento di Ravensbrück.
Molti di coloro che leggeranno questo articolo probabilmente mi conoscono. Frequento la Valle Varaita da sempre perché i miei nonni materni, Felice Peyracchia e Caterina Chapel, sono cresciuti tra queste montagne per poi trasferirsi a Milano in cerca di lavoro, dove sono venuti a mancare rispettivamente nel 1996 e 1997 e attualmente sono sepolti nel cimitero di Casteldelfino. Sono cresciuta a Milano dove ho studiato Storia e Critica dell’Arte, nel luglio 2008 mi sono recata nell’excampo di concentramento di Ravensbrück in Germania per partecipare ad una attività di volontariato. Ero in compagnia di una decina di giovani volontari provenienti dalle più disparate nazioni. Per la maggior parte giungevamo dall’Europa, ma partecipavano anche due ragazze coreane. Alloggiavamo nell’ex campo di concentramento, in quelle che un tempo erano delle SS, attualmente trasformate in ostello della gioventù.
Ravensbrück venne fondato nel 1939, è situato a 90 km a nord di Berlino, nelle vicinanze di Fürstenberg/Havel ed era destinato alle donne e ai bambini. Il mio compito e degli altri volontari era di lavorare sulla storia delle persone che vennero internate nel campo attraverso attività di ricerca da svolgersi nella biblioteca. A ciascuno è stato detto di studiare la storia di un ex deportato e a me è stato chiesto di occuparmi di una donna italiana di nome Lidia Beccaria Rolfi, che trascorse un anno nel campo di concentramento, riuscì a tornare a casa nel 1945 e visse fino al 1996. Ad ogni volontario veniva assegnato un libro nella propria lingua madre e a me è stato dato Un'etica della testimonianza. La memoria della deportazione femminile e Lidia Beccaria Rolfi, di Bruno Maida pubblicato da Franco Angeli nel 1997.
Giornata dedicata all'approfondimento del racconto presso il museo di Sampeyre (CN) il 16 agosto 2011
per il programma clicca qui
|